È noto che i pazienti colpiti da ictus spesso perdono il controllo di almeno un arto. Una delle modalità di tentativo di recupero di pazienti colpiti solo da un lato è appunto quella del balletto atassico, in cui il riabilitatore prendendo le due mani del paziente, lo avverte che gli farà fare due passi avanti o indietro, o da un lato o dall’altro, dopo di che lo guida appunto nella direzione indicata. Dal punto di vista clinico ciò serve ad allenare il cliente a rapidi spostamenti del peso da un altro all’altro, aiutandolo, dopo l’ingiuria al sistema nervoso, ad apprendere una nuova modalità di spostamento sicura.

Ciò però ovviamente richiede la continua presenza del terapista, anche in fasi di recupero iniziato, che però viene limitata dal poco tempo disponibile per il riabilitatore stesso. Scopo quindi di questa apparecchiatura è quella di permettere un prolungamento degli esercizi senza che sia necessaria la presenza diretta del terapista.

Per realizzare quanto sopra abbiamo pensato di utilizzare un sistema di quattro ruote binate, posizionate alle estremità di una barra incernierata al centro e sospesa ad una molla, in modo da adattarsi alla possibile irregolarità del pavimento. Delle due ruote, una è mossa da motore, l’altra libera di ruotare.

Le ruote motorizzate sono quelle interne nella configurazione mostrata nella fotografia, e attivando i motori nello stesso verso quelli da un lato, ed in verso opposto quelli dell’altro lato, la ballerina va avanti e indietro.  Viceversa attivando i motori posteriori come si fa per andare avanti, e quelli anteriori come si fa per andare indietro, i due avanzamenti si annullano, e le coppie di ruote ruotano sul perno centrale portandosi in posizione per gli spostamenti laterali. Il risultato è mostrato nella seconda immagine, mentre lo schema del funzionamento è illustrato nella terza immagine.

Certamente sarebbe necessario aggiungere una serie di sistemi di controllo in modo da assicurarsi che lo stesso non corra il rischio di cadere, e tra questi si era ipotizzato il collegamento a sensori accelerometrici posti in speciali scarpette da far indossare al paziente ma al momento ciò non era stato pattuito, per cui abbiamo realizzato solo quanto era stato richiesto inizialmente dal committente Istituto S. Anna di Crotone, pronti a portare avanti il lavoro se si raggiunge un nuovo accordo in tal senso.